Lavoro e carriere: selezione “virtuale” e posizioni aperte “a titolo gratuito”

Lavoro e carriere selezione “virtuale” e posizioni aperte “a titolo gratuito” La ricerca continua di un lavoro, di collaborazioni, di nuovi clienti, in questa Italia un po’ confusa, in cui oggi non è così facile farsi strada nel mercato del lavoro. Dove confidiamo in un colloquio, rispondendo agli annunci di innumerevoli portali di lavoro, con la speranza che qualcuno ci contatti… ma il risultato è… il nulla cosmico!? Perché? Perché hai troppa esperienza o ne hai poca? Perché sei troppo “vecchio”? Perché costi troppo? Perché chi decide se farci ottenere un colloquio non è un uomo in carne e ossa ma un’intelligenza artificiale?

Selezione “virtuale”

Per scrivere un CV oggi non devi concentrarti sulle tue competenze, su quello che sai fare, ma su “parole chiave” efficaci affinché l’algoritmo del “recruiting” ti trovi nell’universo del web della selezione del personale. Un software che sarebbe in grado di scegliere i migliori talenti da inserire in una determinata azienda. Ma di cosa stiamo parlando? Come può un algoritmo decidere se sei un talento, se sei competente e capace per quel lavoro? Software che selezionano i candidati non in base alle informazioni che inseriamo nel nostro CV ma al modo in cui lo scriviamo. Quanti CV vengono letti veramente da una persona fisica nella fase di screening? Quanta certezza abbiamo che la selezione avvenga con i giusti criteri e che candidati qualificati non vengano scelti solo perché non hanno usato le opportune “parole chiave”? Ebbene sono molti gli spunti di riflessione che nascono da questa “incertezza lavorativa” che ha colpito tante persone che incontro ogni giorno sul mio cammino. Persone che dopo tanti anni di lavoro si trovano a dover reinventarsi un mestiere, una professione e fare del loro bagaglio personale e professionale l’elemento chiave per ricollocarsi nel mercato.

Reinventarsi un mestiere

Ma come fare, dato che è così difficile anche solo ottenere un colloquio di lavoro?
  • Dopo aver messo sul tavolo i nostri punti di forza e di debolezza, le nostre passioni e aver ragionato su quello che vorremo realizzare nella nostra vita personale e professionale;
  • dopo ore e ore trascorse a studiare per essere sempre pronti e competitivi nella nostra professione, per farci conoscere, per fare networking,
ci rimettiamo in gioco per ritagliarci il nostro posto nel mercato del lavoro. Fare di noi stessi la nostra professione! Ma non finisce qui…. seguono ostacoli su ostacoli!

Professione e professionalità

In un mondo dove spesso rispetto e fiducia sono dimenticati, dove l’aspettativa è alta ma quello che riusciamo ad ottenere è modesto. Dove per il tuo lavoro, nel quale hai messo te stesso, hai speso ore e ore di ricerca, di studio e impegno, ricevi un riscontro solo dopo giorni e giorni. Oppure non ricevi neanche questo, a meno che non sia tu stesso a sollecitarne una risposta! Mi domando: dove dimora la professionalità? Oppure quando nella tua ricerca ti trovi a leggere un annuncio che ti dice “Carriere… posizioni aperte” e trovi che la posizione richiesta è di tuo interesse perché risponde pienamente a quello per cui ti stai rimettendo in gioco e il tuo profilo è in linea ai requisiti richiesti. Cosa fai? Beh, rivedi per sicurezza il tuo CV per eventuali aggiornamenti dell’ultimo momento e lo invii seguendo le istruzioni che loro ti richiedono. Noti che si parla di “selezione rigorosa” e che esiste la possibilità di fare carriera dato che stanno richiedendo più figure professionali con diversi livelli. E allora mandi il CV e attendi…. Finalmente arriva la risposta… è positiva! “Il tuo profilo è stato selezionato in quanto ritenuto in linea con i criteri di selezione” oppure “il tuo profilo è di mio interesse. Mi piacerebbe approfondire le tue esperienze per capire il tuo percorso sin qui e conoscere quali sono i tuoi progetti”.

La selezione

La fase di selezione naturalmente prosegue …. Ma come? Tutto inesorabilmente online … Non molto tempo fa a queste comunicazioni seguiva un colloquio tra due persone, uno di fronte all’altro… ora invece come viene gestita la fase successiva? Virtualmente… e se per caso sbagli il contenuto della cosiddetta “cover” nella quale ti chiedono in 10 righe perché dovrebbero assumerti, senza neanche aver parlato con te, averti guardato negli occhi… E, nonostante il tuo profilo piaccia, ti giochi tutto in quelle righe, che magari per una parola in più diventano 11 anziché 10? Perché probabilmente non hai messo le parole chiave efficaci per attrarre la loro attenzione …. ma comunque il tuo profilo gli era piaciuto! E quindi dove sta la logica? O diversamente, per passare la seconda fase della selezione – rispetto ad esempio ad una figura richiesta di copywriter – trattandosi di una “selezione rigorosa”, ti chiedono di inviare un contributo. E lì ti ritrovi a trascorrere ulteriori ore di entusiasmo, ricerca, studio, concentrazione, ispirazione, elaborazione, per scrivere quel contributo a cui dedichi anima e corpo.

Ebbene…alla fine cosa è accaduto?

Nel primo caso…nessun colloquio… a quanto pare la lettera non ha colpito. Nessuna mail di riscontro, anche solo per dire “mi scusi ma non ha risposto bene alla domanda e quindi arrivederci e grazie” … però il profilo era piaciuto e avevano piacere ad approfondirlo! E nel secondo? Beh, nella mail ricevuta, oltre al regolamento da seguire per realizzare i contributi, si definiva anche la remunerazione. Ore e ore di lavoro, di ricerca, di studio e di scrittura, retribuite… sempre e comunque A TITOLO GRATUITO!!! Ribadisco il concetto… ma di cosa stiamo parlando? Si parla di carriere, di posizione aperte e poi dovresti lavorare per non ricevere alcun compenso per quello che stai facendo? Si selezionano candidati solo online sulla base di una lettera di poche righe, senza aver modo di parlare di sé di persona? Ma gli esempi non si limitano a questi. Come fare in modo che questa situazione non peggiori? Che la ricerca del “talento” non sia solo frutto dell’intelligenza artificiale, della digitalizzazione, ma continui ad essere propria dell’indispensabile fattore umano? Affinché la scelta di un candidato sia la conseguenza di un connubio di incontri reali, competenze effettive, parole efficaci, sempre e comunque tra due persone nella vita reale. Come fare affinché non venga dimenticato che anche nell’ambiente di lavoro ci deve essere sempre e comunque il rispetto dell’altro e la valorizzazione della professionalità?