Percorsi di vita…vivere il presente in un mondo virtuale

Vivere il presente in un mondo virtualeLa vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è dono: è perciò che lo chiamiamo il Presente” (Bil Keane). Rendersi conto di quanto il passato influenzi le nostre decisioni e scelte e di quanto sia necessario per noi progettare sempre il nostro futuro e agire in funzione di questo. In quale misura invece il presente, quello che stiamo vivendo oggi, trascorra via come un treno ad alta velocità, al punto che non siamo in grado di percepire effettivamente cosa passa davanti ai nostri occhi, quali persone si sono avvicendate durante la nostra giornata. Persino a non avere alcuna cognizione di cosa possiamo aver lasciato a loro di noi stessi e cosa loro abbiano potuto trasmettere a noi. La vita è una continua corsa per raggiungere fama, gloria, potere, guardando solo il proprio tornaconto nell’indifferenza degli altri e di ciò che ci sta attorno? O è un cammino da percorrere in tutte le sue sfaccettature, pur nei continui ostacoli che lei stessa ci pone sulla strada, apprezzando istante dopo istante? Come il sole che sorge, il canto degli uccellini la mattina appena svegli, il dolce sguardo di un bambino che lancia le sue braccine in cerca di un tuo abbraccio, una coppia di anziani mano nella mano ancora sorridenti e felici di stare insieme come il primo giorno.

La vita è un “viaggio”!

La vita è un viaggio” dove il passato è ciò che hai vissuto, che ti ha condotto fin qui, ciò che influenza le tue azioni, scelte, decisioni per il futuro, ciò che ti ha permesso di diventare la persona che sei oggi. Ma se quel passato è stato così funesto e beffardo da non consentirti di reagire e agire nel tuo presente, purtroppo vivi nella convinzione che se tutto è andato storto prima, accadrà anche ora, nel presente. Permane in noi una sorta di pessimismo che non ci consente di vedere alcuno spiraglio di luce che possa farci pensare ad un futuro migliore. Secondo noi se abbiamo subito e sofferto nel passato, sicuramente saremo portati a rivivere la stessa sofferenza e umiliazione anche nel futuro, presumendo di non essere all’altezza delle nostre capacità e di non essere meritevoli di quello che desideriamo. Come possiamo non farci influenzare dal nostro passato, per tentare di costruire il nostro futuro? Occorre per forza passare dal presente, da quello che viviamo “qui e ora”, vivendolo fino in fondo, comenon ci fosse un domani”. Tu come vivi il tuo presente? Nella profondità della tua esperienza? 

Come vivi il tuo “presente”?

Ci capita spesso di dire “vivi il presente!” … sì, ma con quale consapevolezza? Certamente è facile a dirsi ma difficile a farsi! Siamo troppo legati ad un passato che ci ha segnato, che ci ha fatto soffrire ma anche gioire, che ci ha donato momenti belli ma purtroppo anche momenti bui, difficili. Un passato da cui è stato difficile risalire e che forse ci rende ancora incerti su quello che possiamo essere e diventare, sul giusto cammino da percorrere. Ma, se circondati da persone di riferimento che hanno piena fiducia in noi, nelle nostre capacità, che non ci hanno mai abbandonato né deluso, che sono state sempre presenti nella condivisione di ogni attimo della nostra vita, credendo sempre in noi e in quello che siamo e sappiamo essere, sicuramente il presente non ci spaventerà. L’errore che spesso commettiamo è quello di essere troppo ancorati a questo passato a discapito di un presente che non viviamo, consci di grandi aspettative che siamo noi stessi a costruire ma che spesso ci deludono. Cerchiamo di realizzare queste aspettative attraverso una giusta percezione della realtà presente, non mettiamole ad un livello troppo alto della nostra scala di valori. Impariamo ad “ascoltare il presente”, a vedere con sguardo attento quello che ci accade in questo istante, senza perdere di vista le cose più vere e indispensabili per la nostra vita. Non dimentichiamo, in questo percorso di vita, che sempre e comunque ciò che guida il nostro essere e la nostra felicità in ogni momento storico è la relazione con l’altro (d’amore, di amicizia, nella famiglia): una relazione che deve farsi sentire nel nostro cuore e nella nostra mente, che non deve essere elemento di sconfitta ma di crescita e fiducia reciproca. Un legame affettivo che non richiede l’impossibile per essere tale ma che si esprime in un gesto, in una parola di conforto. Quale miglior modo di coltivare una relazione se non nel presente? Non restiamo vincolati ad una relazione del passato che ormai si è esaurita, il cui solo pensiero si esprime in angoscia, tristezza e malinconia. Supporre che un determinato legame affettivo possa migliorare nel tempo, ponendo su di esso delle aspettative, che purtroppo rimangono solo false speranze e non imboccheranno mai la strada per farci stare bene, resta pura illusione! Proprio come il vaso che cade e si rompe in tante parti: puoi incollare al meglio possibile tutti i cocci, come un puzzle, ma purtroppo il vaso è danneggiato, rimangono i segni di un qualcosa che ormai si è spezzato. Aspettative che ci proiettano nel futuro, lontano dal nostro presente, senza renderci conto che in questo modo sprechiamo solamente tempo: continuiamo ad essere legati a qualcuno che seguiterà a farci soffrire e che non ci permetterà di sperimentare la vera esperienza del nostro presente. Viviamo il presente nella sua vera essenza, percependo noi stessi, le nostre emozioni in equilibrio con tutto ciò che ci circonda, per riuscire ad allontanarci da quello stato di depressione o di ansia che è insito nel nostro quotidiano. Lo stato di depressione è quello che ci mantiene legati al passato, a discapito del presente, prolungando purtroppo la nostra sofferenza per un vissuto che per noi continua ad essere importante e parte di noi. È sempre reale il detto “quando si chiude una porta si apre un portone”: lasciare andare un passato che non può essere più parte della nostra esistenza, che lo si voglia o no, è essenziale per vivere un presente pienamente nel rispetto di noi stessi e delle persone che ci stanno accanto. Lo stato di ansia è ciò che ci proietta nel futuro, nel timore di non rispondere alle proprie aspettative, nella costante e crescente percezione di pericoli, di paure senza senso, di minacce, così da non permettere a noi stessi di vivere al meglio il nostro presente. Questo connubio presente/relazioni è strettamente legato al tempo che dedichiamo a noi stessi e all’altro: quanto tempo dedichiamo alle nostre relazioni? Siamo capaci di prendercene cura?

Tu sai organizzare il tuo presente?

Come usi il tempo che hai a disposizione, in connessione con il mondo reale o con il mondo virtuale?

Hai uno scopo nella tua vita che ti aiuti a vivere al meglio il tuo presente? Chi includi in questo tuo scopo? Avere in serbo un obiettivo, farlo proprio, è un primo passo per riuscire ad organizzare al meglio le proprie giornate senza sprecare il tuo tempo in ciò che è futile e poco significativo, come tutto ciò che è illusorio e virtuale, come l’uso “patologico” e non “responsabile” del telefonino, dei social network, delle chat, che ci allontanano dalle vere relazioni anziché avvicinarci. Sì, certamente, c’è il lavoro, lo stress, l’ansia, le corse di ogni giorno, la routine…ma a fine giornata cosa ci è rimasto se non mettiamo al primo posto gli affetti? Se il pensiero nel comprendere il nostro presente non è associato alle persone a cui vogliamo bene? Hai mai fatto un resoconto della tua giornata tipo? Hai agito sempre come un automa, senza renderti conto di ciò che effettivamente hai compiuto, di quali emozioni hai provato, di cosa hai fatto per l’altro, di come hai agito nei confronti dell’altro?

Che cosa hai messo al primo posto nella tua giornata?

Il lavoro da organizzare, le e-mail a cui rispondere, le riunioni da affrontare, senza trovare un piccolo spazio per chiamare le persone a cui vuoi bene? Quasi dimenticandoti di loro… proprio perché sei stato troppo preso dal lavoro, dagli impegni, dai tanti pensieri. Quando poi te ne rendi davvero conto ormai la giornata è finita, è troppo tardi per chiamare, “ci penserò domani!”. E domani… è un altro giorno super impegnato! Tutto si ripete ugualmente come il giorno precedente e tu ti sei perso ancora una volta quel momento di condivisione e partecipazione alla vita delle persone a te care. E allora che fai? Mandi un messaggio, perché così è più semplice e sicuramente più sbrigativo! “Ho lavorato tutto il giorno tra mail, riunioni, conference call… chi ha voglia ora di stare al telefono ancora, sono troppo stanco!”. E quel messaggio scritto con simboli, mezze parole, sigle, magari con tanti cuoricini e faccini sorridenti che dovrebbero esprimere ciò che provi verso l’altro? Ma… è una vera relazione questa? No, è pura astrazione, pura virtualità, espressione di un sentimento senza alcuna vera emozione che ti faccia palpitare il cuore, che ti apra al desiderio di un sorriso o di un abbraccio, o magari di entrambi! Ti sei mai chiesto se la persona a cui stai scrivendo tanto faticosamente quel messaggio, abbia invece desiderio di sentire la tua voce anche un solo istante? Che parlare anche per quei pochi minuti – in cui è più facile esprimere, attraverso la tua voce e l’espressione del tuo viso, quello che senti, che vivi – tu puoi donare un tuo vero momento all’altro, che sia un amico o un familiare? Piccole attenzioni, preziosi istanti che possono essere per qualcuno un’immensa gioia, uno sguardo all’altro perché si senta parte di te, della tua vita. Non dimenticare di prenderti cura delle persone che condividono la tua vita, al lavoro, in famiglia, nelle amicizie, per vivere in profondità la tua esperienza del presente. Impara che un tuo gesto che per te potrebbe essere insignificante e scontato, per la persona che ti sta accanto può essere così prezioso e importante da riempirgli il cuore. Non perderti nell’inutile, nelle cose astratte e materiali, nelle chat e nei social, vivi intensamente ogni attimo del tuo presente insieme alle persone a cui tieni, senza riserve e fraintendimenti: nessuna relazione può funzionare a senso unico! Condividi con loro i tuoi sentimenti, le tue sicurezze e fragilità, non scordarti di sorridere e ridere con loro perché “un giorno senza sorriso è un giorno perso” ” – (Sir Charlie Chaplin). Perché solo in un crescendo di esperienze, emozioni e profonde riflessioni saremo in grado di vivere serenamente il nostro presente, affrontando con forza e coraggio ogni suo istante.