Anteprima «progetto web: Cyberbullismo», II episodio: “Cyberbullismo, crescere nel web insieme a genitori ed educatori”


All’interno  del mio «progetto web: il Cyberbullismo» –  che  si propone di spiegare la tematica in tutte le sue sfaccettature per aiutare i giovani e gli adulti ad una maggiore consapevolezza e utilizzo del web –  in apertura del mio prossimo articolo di approfondimento sul tema “Cyberbullismo, crescere nel web insieme a genitori ed educatori ”  – in cui si definiscono gli strumenti idonei a comprendere quale sia il ruolo degli adulti nella vita dei giovani nel quadro mondo reale/mondo virtuale e  a riflettere su quali siano i comportamenti da adottare per realizzare un efficace progetto formativo e di sensibilizzazione al fenomeno del cyberbullismo –  vi segnalo un interessante e-book scritto da Carlo Mazzucchelli:

Genitori tecnovigili per ragazzi tecnorapidi 

L’autore ci presenta il contenuto del suo libro nella breve recensione qui riportata, dove  mette in risalto la singolare distinzione tra “tecnorapidi” e “tecnovigili”  tale per cui i genitori, “tecnovigili“, devono tendere ad una maggiore consapevolezza e responsabilità del mondo virtuale, pertanto ne raccomanda la lettura a “genitori, insegnanti e adulti” :

La proliferazione di dispositivi mobili ha cambiato il mondo dei ragazzi ma anche dei genitori. I primi sono cresciuti a barrette di cioccolato, smartphone, Like e selfie. I secondi hanno delegato allo strumento tecnologico l’accudimento dei loro ragazzi con l’obiettivo di tenerli occupati dando loro strumenti potenti e utili con cui informarsi e crescere. La tecnologia però sta cambiando la testa dei ragazzi e suggerisce ai genitori una maggiore conoscenza del ruolo da essa assunto ma soprattutto maggiore consapevolezza e nuova responsabilità. Il dilemma non è se schierarsi pro o contro la tecnologia ma come usarla in modo intelligente e tecnovigile. Questo è il tema di fondo di tutto il testo. Un tema sviluppato con la segnalazione dei principali problemi con cui oggi si devono confrontare i ragazzi tecnorapidi e i loro genitori (cyberbullismo e bullismo digitale, sexting, dipendenza da Internet e videogiochi, ecc.)”.
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